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19 aprile 2008

Elezioni: fuori dal Parlamento, ma arrivano rimborsi (di Giovanni Innamorati)


Come è lontano quel 7 maggio 1972, quando il Psiup guidato da Dario Valori non ottenne il quorum alle elezioni e scomparve dalla scena politica, con tanto di congresso che ne stabilì lo scioglimento: oggi i vari partiti che hanno fallito quello stesso traguardo sono vivi e vegeti, tengono le riunioni dei loro organismo politici (oggi l'Udeur e il Pdci, domani il Prc, il 22 Sinistra Democratica) guardando al futuro, anche perché hanno le casse piene di soldi elargiti dallo Stato.
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17 aprile 2008

I 45 mila voti di Serenetta nati da internet e passaparola


E ora molti dovranno fare i conti con Serenetta. Con quei 45 mila voti che alla fine potranno pesare parecchio sul ballottaggio per il Campidoglio. Un tre per cento di elettori romani che, visti in una prospettiva nazionale, potrebbero essere una chiave utile per capire perché il Pd ha perso, perché la Sinistra è scomparsa dal Parlamento, perché c'è stata una flessione dei votanti. E se ci sono andati, perché non hanno votato per le politiche.
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L'ombra di Banco di Ida Dominijanni

Le stagioni politiche passano, Francesco Cossiga resta. E vaticina. L'ultimo vaticinio è il seguente: sparita la sinistra parlamentare, ventilate le larghe intese, le Br sono di nuovo dietro l'angolo e il loro brodo di coltura già ribolle: «antiberlusconiani, operai della Fiom, precari, giovani no-global, centri sociali, insomma tutti coloro che un tempo erano rappresentati da Rifondazione comunista», e di cui ora dovrà farsi carico il Pd di Veltroni, se vorrà scongiurare la rinascita del terrorismo.
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14 aprile 2008

«Fanno schifo tutti»: per protesta mangia la scheda

Il signor Ciro D'Esposito di Anacapri Napoli) si mangia la scheda perché dice < nessuno di questi mi rappresenta > ...

Ciro D'Esposito è il nostro eroe ..... ed è un imprenditore che produce Limoncello .....

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Tempi moderni...


A Roma in quattro non cedono il posto al quasi 99enne premio Nobel Scatto d'orgoglio della senatrice: "Preferisco aspettare". Poi la rivincita:"Continui così"
Dispetto alla Montalcini al seggio "Faccia la fila come gli altri"

ROMA - Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario.
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Pesa il rischio astensione - di Barbara Fiammeri

La campagna elettorale è entrata nella fascia protetta del silenzio mediatico. Ma il porta a porta prosegue anche ora, ad urne aperte. L'obiettivo è catturare il voto dei cosiddetti indecisi, di coloro che non hanno scelto se votare oppure per chi. Sia Silvio Berlusconi che Walter Veltroni, si sono appellati più volte a questo bacino potenziale di elettori, che potrebbe aggiudicare all'uno o all'altro la vittoria e dunque il Governo del Paese. «Noi non possiamo più fare appelli pubblici ma voi sì», hanno detto entrambi i leader di Pdl e Pd ai rispettivi sostenitori nei loro comizi finali.

Un'attenzione più che giustificata, visto che gli ultimi sondaggi pubblicati segnalavano una quota di incerti pari a circa il 30% dell'intero elettorato. Se per ipotesi questi incerti nel frattempo non si fossero convinti, il risultato sarebbe un record storico di astensioni. Finora infatti non si è mai scesi sotto l'80%. La tendenza al non-voto però è cresciuta negli ultimi anni e sempre più velocemente. Basti pensare che in trent'anni, ossia dal 1948 al 1979, la quota di elettori è sempre rimasta superiore al 90 per cento. Mentre da allora a oggi c'è stata una riduzione costante e continua di quasi dieci punti percentuali.
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12 aprile 2008

Italia, elezioni sull'orlo del baratro


Le elezioni italiane del 13 e 14 aprile riflettono la crisi di un Paese che è ultimo in tutte le classifiche europee: impiego, costo della vita, salari bassi e inflazione. I due maggiori schieramenti politici promettono il cambiamento. Eppur si muove?
fonte: cafebabel.com la rivista europea Beta

11 aprile 2008

Il solo motivo per le larghe intese (e quello vero) di Maurizio Blondet

Sentire Berlusconi, in un comizio, promettere la separazione delle carriere dei magistrati, fa una strana impressione: non si sa se indignarsi della sua faccia tosta o deridere il suo velleitarismo. D’accordo, indignarsi non ci riesce più: dopo questa campagna pseudo-elettorale, siamo tutti esausti. Colti da «indignation fatigue», non riusciamo più a spremere una goccia di adrenalina, né uno schizzo di veleno.
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10 aprile 2008

Walter e Silvio ora litigano sul serio


Caro Silvio, ti scrivo». Uno degli ultimi capitoli di questa campagna elettorale sottotono, priva di sorprese, noiosa e, come si dice a Roma, «moscia», è questo: una lettera del leader Democratico al leader del Pdl.
I due non si parlano più dopo l'apertura al dialogo seguita alla crisi del governo Prodi, Veltroni fa persino attenzione a non citare il nome del suo avversario. Ma ieri, via posta, gli ha chiesto un impegno di lealtà costituzionale. «Caro Berlusconi, mi rivolgo a lei perchè penso si debba condividere, da italiani prima ancora che da candidati alla guida del Paese, una sincera preoccupazione, resa tale da recenti atti e dichiarazioni politiche.
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3 aprile 2008

Le pratiche di governo ed il gesto di Pilato

... "Questo regime costituzionale è diventato agli occhi dei nostri connazionali l’età dell’oro, il paradiso terrestre prima della cacciata d’Adamo. Il fatto che gli Italiani possano governarsi da se, per il tramite dei candidati usciti dal magico crogiuolo delle urne elettorali, è decisamente attraente" ...
Alberto Bertotto.
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Le pratiche di governo ed il gesto di Pilato

1 aprile 2008

Invece di fare sondaggi bisogna saper pensare

di Giovanni Morandi:
Nel suo ultimo articolo, pubblicato il giorno dopo la sua morte, il 15 luglio 1982, da La Nazione e dal Resto del Carlino, Giuseppe Prezzolini aveva scritto: "Finché vivo vorrei pensare. Che terribile pensiero è il pensare che si può vivere senza pensare".
Le parole di questo gran conservatore ci sono suggerite dal constatare l’inadegua- tezza delle risposte politiche ai problemi del nostro tempo.
Sarà un errore isolato, ma che cosa possiamo aspettarci da una parte politica, in questo caso parlo del Pd (ma nemmeno nel Pdl sono tutte rose e fiori), che include nel suo striminzito programma la realizzazione di 100 nuovi campus, come se il pro-blema dei nostri giovani fosse il numero delle già tante screditate università aper-te un po’ ovunque per soddisfare nepotismi e camarille e non certo la qualità degli studi. Né diventerebbero università serie se invece di chiamarle atenei le chiamassi-mo all’americana campus, per squallido provincialismo.
Basterebbe che la politica, diciamola più chiaramente, che i due partiti, che ambis-cono a diventare i referenti privilegiati dagli elettori, dimostrassero capacità di ascoltare quel che dice qualsiasi donna, che va al mercato, qualsiasi famiglia che campa con uno stipendio o che soffre nel vedere che il figlio non trova un lavoro ve-ro, per perseguire obiettivi adeguati.
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31 marzo 2008

Newsweek, 'Veltrusconi' per salvare l'Italia


Sulla copertina del Newsweek, il noto settimanale statunitense diffuso in tutto il mondo, un montaggio che combina le facce di Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, intitolato 'Veltrusconi', il termine coniato dal leader dell'Udc, Pierferdinando Casini per definire la 'grande intesa' tra Pd e PdL.
Il numero del 7 aprile dell'edizione europea di Newsweek si dedica all'Italia e alle sue elezioni, che la rivista americana avvicina alla crisi della mozzarella, "così sintomatica delle cose che vanno male in Italia che è diventata un tema della campagna politica".
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30 marzo 2008

Lettere a "LA NAZIONE"

I nuovi parlamentari decidano come ridurre i costi della politica

Firenze, 29 marzo 2008 - Due lettori scrivono a proposito dei costi della politica. Risponde il vicedirettore de 'La Nazione' Piero Gherardeschi.

CARA NAZIONE, i parlamentari non ricandidati e quelli che non saranno eletti, vengono consolati con una sorta di buonuscita che li dovrebbe compensare dei privilegi perduti. Questa è una delle condizioni di privilegio che fa arrabbiare tutti gli italiani. Disgusta solo parlarne, per questo mi rivolgo ai ricordi tramandati e alla storia minima che non riempirà mai le pagine di questo immaginario collettivo che ci mortifica. Altri tempi, altre persone, altre dignità; mi riferisco ai tempi in cui i parlamentari non si arrichivano.
Rosario R., Firenze

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21 marzo 2008

"I politici italiani, piu disprezzati che le prostitute"

Corrispondenza da Roma di una giornalista brasiliana: c'è da suicidarsi per la vergogna..."I POLITICI ITALIANI , PIU' DISPREZZATI CHE LE PROSTITUTE"...
Non rendiamoci complici della casta dei politici italiani nell'unica forma legale possibile: non votare...In attesa che una testa calda riporti questo grande Paese ai fasti del post 1922...
A. Faccia

Los políticos italianos, más despreciados que las prostitutas
Vera Gonçalvez de Araújo - Roma, Italia
El país más viejo del mundo se prepara para las quintas elecciones en los últimos quince años. Según todos los analistas, además de vieja (larga vida y pocos niños), Italia se convirtió en un país egoísta, empeñado en la defensa de los retazos de felicidad conquistados a duras penas en los años pasados. Una tierra que el año último vivió una ola de deslegitimación de sus políticos, acusados de incapacidad y de haber construido un sistema de servidumbres sin igual en el mundo...
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